domenica 14 agosto 2016

MARMOLADA ... LA REGINA DELLE DOLOMITI!

Per molti la Marmolada è in assouto il simbolo delle Dolomiti, di contro, osservandola con un po' di attenzione è davvero un'eccezionale eccezione nel Giardino di Dolomia.
Infatti si differenzia dai suoi "sudditi" per due caratteristiche assolutamente peculiari:
- è calcarea ... ecco il perchè di un'arrampicata del tutto diversa dalle circostanti pareti dolomitiche
- possiede l'ultimo ghiacciaio "degno di nota" dell'area dolomitica.
Insomma ... la Marmolada con le Dolomiti c'entra ben poco!

La storia alpinistica di questa meraviglia inizia nel 1802, data a cui risale il primo tentativo certo di raggiungimento della sua vetta (scusate, ma il termine conquista mi fa inorridire!), ma bisogna attendere 62 anni per vedere tracce d'uomo sulla vetta!
I fratelli Angelo e Fulgenzio Dimai, bravissime guide alpine di Cortina, accompagnano l'instancabile Paul Grohmann in questa fantastica avventura!!!

Oggi il loro itinerario viene quotidianamente ripercorso da innumerevoli cordate (e da qualche imbecille slegato) per poter assaporare il gusto di una salita tipica dell'alta montagna in un contesto famoso solo per la roccia verticale.

Il tutto inizia dal margine occidentale del lago Fedaia, direttamente dalla diga, da dove possiamo scegliere se salire da subito a piedi verso il Rifugio Pian dei Fiacconi, oppure, vivendo un'esperienza singolare, "a bordo" dei meravigliosi bidoni, capaci di raccontare un turismo d'altri tempi tra le nostre montagne!!!



Quale che sia la nostra scelta, ci ritroviamo al Rifugio Pian dei Fiacconi, ai piedi del ghiacciaio in un'atmosfera davvero unica!
Avete presente come spesso viene declinata la parola rifugio? In Dolomiti non è raro abbinarla ad ambienti super raffinati, menù incredibili, ambienti tra il barocco ed il ladinico, avventori sempre meno "adatti" al contesto in cui si trovano ... Insomma uno spaccato di vita di pianura tristemente (e per i gestori faticosamente) traghettato tra le crode!
Qui la storia è diversa, nessuna musica fintamente tirolese, ma del buon reggae di sottofondo, ragazzi di lingue e dialetti diversi che ti accolgono con il loro sorriso, un buon caffè ed un'ottima fetta di torta, un gestore che sa ancora dare il giusto valore alle quattro chiacchere con i viandanti che incrocia ... insomma è un luogo in cui ci si sente a casa, in cui se il tempo gira male ci si può rifugiare ... niente di incredibile, ma tutto assolutamente vero, genuino ed indimenticabile!

Lasciamo il rifugio con l'idea di farvi ritorno per il meritato premio al rientro dalla cima.
Si risalgono le lisce placche calcaree, levigate dall'azione a pialla del ghiacciaio (i secchioni le definirebbero "montonate"), dove fino a qualche decennio fa c'era ancora uno strato di ghiaccio e che oggi invece, impaurito dal riscaldamento globale, si è rifugiato a quote ben più alte. Occorre infatti camminare una mezz'oretta per poter mettere imbrago, ramponi, legarsi e piccozza alla mano, muovere i primi passi sul ghiaccio.
La prima parte supera subito una piega un po' ripida che consente di capire quanto bene funzionino i ramponi; superatala ci si ritrova al Pian dei Fiacchi, a circa 3.000 metri, dove tirare il fiato e guardarsi intorno è d'obbligo!
La salita si dirige ora verso il grande anfiteratro roccioso che sostiene Punta Penia e che raccoglie, come le quinte di un teatro, la parte alta del ghiacciaio.


A seconda delle annate i crepacci possono far sorridere o inorridire (2015!) con buchi neri che ci ricordano che, fino a quando non si scioglierà del tutto, quello della Marmolada, rimane un vero ghiacciaio!
Comunque sia, la traccia, con direzioni diverse a seconda delle condizioni, arriva a toccare le rocce, ove, da qualche anno ormai, una vera e propria ferrata, permette di superare un salto di un centinaio di metri senza troppe difficoltà. Una volta il cavo non c'era, per aiutare gli alpinisti vi erano solo alcuni puntoni di ferro che richiedevano al capo cordata una certa dimestichezza con rocce e ramponi ... Il nuovo che avanza ... o forse avanzano qualche centinaia di metri di cavo ...


Fuori dalle roccette siamo sulla Schiena di Mulo, dove un tempo arrivava anche la Parete Nord, uno scivolo di ghiaccio oggi ridotto ad un liscio sistema di placche e ghiaino ... Ma qui non c'è tempo per rattristarsi, la sensazione è di volare, lo sguardo può davvero correre, dalle cime dell'Ampezzano, al gruppo del Sassolungo/Sassopiatto, fino alla cresta di confine con l'Austria.



Ancora un quarto d'ora e la croce di vetta, il punto più alto dell'area dolomitica è nostro!!!
Impossibile non fermarsi per guardare, ascoltare, ascoltarsi ...


Ultima tappa di questa salita è la dovuta sosta alla Capanna Penia, un luogo incredibile, dove quattro lamiere, tanti spifferi e ancor più la passione del gestore sanno regalare un angolo di coccole a 3.342 metri ... Lo strudel lassù per me è un rito, un rito di rigraziamento a chi, non certo per danaro, è pronto ad accoglierti, ad ascoltarti, appunto ... a coccolarti!
Molte volte saliamo lassù proprio perchè consapevoli che possiamo contare su di un'isola nel mezzo del vento, del freddo e della neve; eppure, se la giornata è bella, se non è necessario, molti dimenticano del valore di questa vecchia e stanca capanna e se ne tornano a valle ... senza le sue coccole! Io amo la Marmolada!


Marmolada - Via Comune Versante Nord (P. Grohmann, A. e F. Dimai 28 Settembre 1864)
Dislivello 700 metri circa
Difficoltà PD
Tempi di salita 2 - 3 ore
Attrezzatura: imbrago, casco, ramponi, piccozza, kit da ferrata ... curiosità e voglia di godersela!!!

MARMOLADA ... LA REGINA DELLE DOLOMITI!

Per molti la Marmolada è in assouto il simbolo delle Dolomiti, di contro, osservandola con un po' di attenzione è davvero un'eccezionale eccezione nel Giardino di Dolomia.
Infatti si differenzia dai suoi "sudditi" per due caratteristiche assolutamente peculiari:
- è calcarea ... ecco il perchè di un'arrampicata del tutto diversa dalle circostanti pareti dolomitiche
- possiede l'ultimo ghiacciaio "degno di nota" dell'area dolomitica.
Insomma ... la Marmolada con le Dolomiti c'entra ben poco!

La storia alpinistica di questa meraviglia inizia nel 1802, data a cui risale il primo tentativo certo di raggiungimento della sua vetta (scusate, ma il termine conquista mi fa inorridire!), ma bisogna attendere 60 anni per vedere le tracce dell'uomo sulla vetta!
I fratelli Angelo e Fulgenzio Dimai, bravissime guide alpine di Cortina, accompagnano l'instacabile Paul Grohmann in questa fantastica avventura!!!

Oggi il loro itinerario viene quotidianamente ripercorso da innumerevoli cordate (e da qualche imbecille slegato) per poter assaporare il gusto di una salita tipica dell'alta montagna in un contesto famoso solo per la roccia verticale.

Il tutto inizia dal margine occidentale del lago Fedaia, direttamente dalla diga, da dove possiamo scegliere se salire da subito a piedi verso il Rifugio Pian dei Fiacconi, oppure, vivendo un'esperienza singolare "a bordo" dei meravigliosi bidoni capaci di raccontare un turismo d'altri tempi tra le nostre montagne!!!



Quale che sia la nostra scelta, ci ritroviamo al Rifugio Pian dei Fiacconi, ai piedi del ghiacciaio in un'atmosfera davvero unica!
Avete presente come spesso viene declinata la parola rifugio? In Dolomiti non è raro abbinarla ad ambienti super raffinati, menù incredibili, ambienti tra il barocco ed il ladinico, avventori sempre meno "adatti" al contesto in cui si trovano ... Insomma uno spaccato di vita di pianura tristemente (e per i gestori faticosamente) traghettato tra le crode!
Qui la storia è diversa, nessuna musica fintamente tirolese, ma del buon reggae di sottofondo, ragazzi di lingue e dialetti diversi che ti accolgono con il loro sorriso, un buon caffè ed un'ottima fetta di torta, un gestore che sa ancora dare il giusto valore alle quattro chiacchere con i viandanti che incrocia ... insomma è un luogo in cui ci si sente a casa, in cui se il tempo gira male ci si può rifugiare ... niente di incredibile, ma tutto assolutamente vero, genuino ed indimenticabile!

Lasciamo il rifugio con l'idea di farvi ritorno per il meritato premio al rientro dalla cima.
Si risalgono le lisce placche calcaree, levigate dall'azione a pialla del ghiacciaio (i secchioni le definirebbero "montonate"), dove fino a qualche decennio fa c'era ancora uno strato di ghiaccio e che oggi invece, impaurito dal riscaldamento globale, si è rifugiato a quote ben più alte. Occorre infatti camminare una mezz'oretta per poter mettere imbrago, ramponi, legarsi e piccozza alla mano, muovere i primi passi sul ghiaccio.
La prima parte supera subito una piega un po' ripida che consente di capire quanto bene funzionino i ramponi; superatala ci si ritrova al Pian dei Fiacchi, a circa 3.000 metri, dove tirare il fiato e guardarsi intorno è d'obbligo!
La salita si dirige ora verso il grande anfiteratro roccioso che sostiene Punta Penia e che raccoglie, come le quinte di un teatro, la parte alta del ghiacciaio.


A seconda delle annate i crepacci possono far sorridere o inorridire (2015!) con buchi neri che ci ricordano che, fino a quando non si scioglierà del tutto, quello della Marmolada, rimane un vero ghiacciaio!
Comunque sia, la traccia, con direzioni diverse a seconda delle condizioni, arriva a toccare le rocce, ove, da qualche anno ormai, una vera e propria ferrata, permette di superare un salto di un centinaio di metri senza troppe difficoltà. Una volta il cavo non c'era, per aiutare gli alpinisti vi erano solo alcuni puntoni di ferro che richiedevano al capo cordata una certa dimestichezza con rocce e ramponi ... Il nuovo che avanza ... o forse avanzano qualche centinaia di metri di cavo ...


Fuori dalle roccette siamo sulla Schiena di Mulo, dove un tempo arrivava anche la Parete Nord, uno scivolo di ghiaccio oggi ridotto ad un liscio sistema di placche e ghiaino ... Ma qui non c'è tempo per rattristarsi, la sensazione è di volare, lo sguardo può davvero correre, dalle cime dell'Ampezzano, al gruppo del Sassolungo/Sassopiatto, fino alla cresta di confine con l'Austria.



Ancora un quarto d'ora e la croce di vetta, il punto più alto dell'area dolomitica è nostro!!!
Impossibile non fermarsi per guardare, ascoltare, ascoltarsi ...


Ultima tappa di questa salita è la dovuta sosta alla Capanna Penia, un luogo incredibile, dove quattro lamiere, tanti spifferi e ancor più la passione del gestore sanno regalare un angolo di coccole a 3.342 metri ... Lo strudel lassù per me è un rito, un rito di rigraziamento a chi, non certo per danaro, è pronto ad accoglierti, ad ascoltarti, appunto ... a coccolarti!
Molte volte saliamo lassù proprio perchè consapevoli che possiamo contare su di un'isola nel mezzo del vento, del freddo e della neve; eppure, se la giornata è bella, se non è necessario, molti dimenticano del valore di questa vecchia e stanca capanna e se ne tornano a valle ... senza le sue coccole! Io amo la Marmolada!


Marmolada - Via Comune Versante Nord (P. Grohmann, A. e F. Dimai 28 Settembre 1864)
Dislivello 700 metri circa
Difficoltà PD
Tempi di salita 2 - 3 ore
Attrezzatura: imbrago, casco, ramponi, piccozza, kit da ferrata ... curiosità e voglia di godersela!!!

venerdì 13 maggio 2016

CAINO & ABELE + RE DEL LAGO

Una piacevole giornata sulle rocce della Val di Ledro ...
In realtà le crode di Cima Capi, di cui stiamo parlando, sono geograficamente in Val di Ledro, ma strizzano l'occhiolino al meraviglioso Lago di Garda, regalando scorci emozionanti su onde, barche a vela e windsurf ... senza dimenticare il sound dei gabbiani che accompagna la salita!
E' su queste rocce che, l'ultima, super condivisibile, tendenza verticale della zona che tende a valorizzare ogni metro quadro scalabile, ha dato vita ad una serie di percorsi decisamente plasir!
Una combinazione simpatica (come direbbe l'amico Gianluca), che permette di salire una decina di tiri, consiste nell'iniziare con "Caino & Abele" per poi continuare, dopo un trasferimento su sentiero, con "Il Re del Lago".
Questa successione, verticalmente logica, risulta ancor più interessante per il fatto che, pur mantenendosi omogenea nelle difficoltà (V+/VI), ha due stili di attrezzatura completamente diversi: S1 super perfetto per la prima via (noi, causa affollamento iniziale, abbiamo optato per la più facile variante di destra - altrimenti parlano di 6a+), R2 comunque molto curato per il secondo, ove però è evidente la scelta di non usare spit e quindi proteggere solo dove si può!
Si ottiene così un mix davvero bello, in cui, in caso di cambiamenti della meteo è possibile uscire senza tanti casini, con una discesa su sentiero, oppure, se si opta per una giornata full, è possibile regalarsi l'allungo sulla ferrata di Cima Capi ... insomma una proposta davvero per tutti i gusti!
Solo rinvii per la prima via, qualche friend e qualche cordino per la seconda sono i nostri semplici consigli. Attenzione che il grado su "Il Re del Lago" è obbligatorio (passaggi di VI).
Le relazioni di entrambe le vie si trovano facilmente sul web, quindi ... buona ricerca e, soprattutto, buone arrampicate!


lunedì 11 aprile 2016

NUOVI COLLEGHI ... NASCONO GLI ACCOMPAGNATORI DI MEDIA MONTAGNA!

A.M.M. o con un più accattivante inglesismo "Mountain Leader": così sono definiti anche in Veneto i 28 neo-formati professionisti che si occuperanno dell'accompagnamento su sentieri, mulattiere, vecchie tracce, nuove idee.
Sono gli unici veri specialisti del trekking e, per potersi definire tali, hanno dovuto presentare un curriculum di tutto rispetto, superare una prova pratica davvero non per tutti (un percorso su sentieri e tracce di 24 km per oltre 1.500 metri di dislivello) e così, finalmente, accedere al corso di formazione della durata di 56 giornate.
Meteorologia, Cartografia, Botanica, Zoologia, Geologia, Primo e Pronto Soccorso, Materiali, Didattica e Gestione del gruppo, Educazione Ambientale, ma anche Comunicazione, Nordic Walking, Micologia, River Trekking e tante, tante ore sui sentieri delle nostre montagne: con il sole, la pioggia, la nebbia, la neve (che nevicata durante gli esami in Ottobre!), ma sempre con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco!
Cosa c'entra Travelsport in tutto questo?
Beh, innanzitutto abbiamo con noi Federica, neo A.M.M. ed oggi fondamentale per i nostri programmi di trekking, inoltre abbiamo avuto l'onore di coordinare in toto il corso, infatti direttore e vice direttore del corso sono stati rispettivamente Maurizio e Valerio.
Un'esperienza importante, faticosa, di responsabilità e spesso accompagnata da tutte le difficoltà tipiche di rapporti interpersonali intensi e carichi di aspettative.


Entro il 13 Maggio 2016 è possibile presentare la propria domanda alla Regione Veneto per provare ad essere uno dei prossimi candidati al titolo di Accompagnatore di Media Montagna e se verrete scelti ... Buon Corso!

lunedì 7 marzo 2016

Il Grande Silenzio ...

Tenere un Blog è una scommessa!
All'inizio anche il più fervente dei comunicatori crede di avere dentro di sè una sorgente ispiratrice inarrestabile, ma poi ...
Ma poi ci si rende conto che spesso si finisce con il girare e rigirare sempre sui soliti argomenti, che gli stati d'animo che le vicende della vita ci impongono ci condizionerebbero a tal punto da falsare quel minimo approccio oggettivo di cui anche un blog abbisogna ...
e poi, e poi ...

E così un giorno ci si accorge di avere uno strumento dormiente da quasi due anni! Nel nostro cuore e nel nostro cervello sappiamo che, in fondo, è stato certamente meglio così!
Oggi però le cose sono nuovamente cambiate, c'è voglia di ricominciare a raccontare cosa siamo ed, ancor di più, cosa vorremmo essere!

Rieccoci, due anni più tardi, due anni intensi in cui di cose da raccontare ne abbiamo raccolte ... e non poche!

 

martedì 11 febbraio 2014

Educare, Crescere, Evolvere ...

DOMANDA
Con vero dispiacere comunico che
a causa dello scarso profitto scolastico (è stata consegnata da poco la pagella), molti genitori (c'è stato un vero e proprio tam tam!) hanno deciso di sopprimere ai loro figli la ciaspolata motivo per cui il consiglio di classe ha optato per soluzioni alternative che mi vedono costretta a rinunciare alle uscite previste con la vostra agenzia il 18 e il 25 febbraio.
Scusandomi di cuore per l'accaduto
porgo i miei più cordiali saluti
Prof.ssa ....

RISPOSTA
Gentile ....
vorremo fosse fatto presente ai genitori che, dato che questo è il nostro lavoro, i più puniti da questa opinabile scelta siamo certamente noi (anche sotto il profilo educativo, esistono metodi ben più condivisibili rispetto alla soppressione di un'attività didattica ... poichè, ci preme ricordarlo, tale è la nostra proposta); infatti, informati ora, vediamo sfumare due giornate di lavoro che, per prossimità, non siamo certo in grado di riorganizzare.

Rimane il fatto che, a fronte di una scelta da parte nostra chiaramente non condivisibile, i genitori debbano essere assolutamente liberi di fare come meglio preferiscono, fatto salvo l'assumersi fino in fondo la responsabilità (anche verso terzi) delle loro scelte.

Ci scusiamo per i toni, ma non ci faranno alcun sconto sulle prossime bollette in virtù della Loro rinuncia.

Spero Tu possa capire,
Valerio

giovedì 6 febbraio 2014

Eppure l'acqua scorre ancora!

Siamo davvero in condizioni insolite!
Ed ora l'acqua a noi, civiltà d'acque fa paura ... abbiamo sempre dato ai fiumi nomi femminili per evocare il legame con la madre, l'elemento capace di valorizzare, distinguere la nostra terra ... ora la temiamo! Sbarriamo le porte, accatastiamo sacchi di sabbia, prepariamo pompe elettriche e barriere ben sapendo che se vuole ... !
E malgrado ciò non temiamo ed anzi sosteniamo (non opporsi è come avvallare) l'opera di impermeabilizzazione svolta negli ultimi 40anni; amiamo i centri commerciali, i parcheggi sempre asciutti, le strade sempre e comuque asfaltate, per fino le piste ciclabili debbono essere asfaltate ... sempre più comodi e veloci verso una meta che è ben diversa da quella attesa! I nodi tornano al pettine e la nostra disaffezione verso l'ambiente che ci circonda è ormai divenuta ignoranza e ci presenta il conto!
Tetti che crollano sotto il peso della neve perchè è prioritaria una pendenza minima per favorire l'abitabilità dei sottotetti, strutture progettate pensando al design in luoghi in cui vi era già un design meraviglioso, figlio dell'esperienza millenaria delle genti che lì hanno sempre vissuto con e non contro la natura ...
E' meraviglioso prendere in mano una pala e spalare, faticosissimo, ma meraviglioso, è ipnotico osservare il crescere di un fiume, è l'espressione di una forza naturale ...
E' stupido agire come stiamo agendo, educare come stiamo educando, pensare come stiamo pensando ... vivere come stiamo vivendo ... eppure ...

Eppure non ci fermiamo!